“non ti curar di loro, ma guarda e passa”

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post dedicato a zret e a tutti gli scettici sul senso della vita. oltre naturalmente a sauron che ci scruta sempre con il suo occhio.

vedo una grande percezione di vuoto. vedo un grande scoramento nei pochi che hanno la sensibilità di capire. non capisco il motivo. va bene, ci sono dei problemi in questo derelitto mondo. abbondano miseria morale, comportamenti prevaricanti sia fisici che psicologici, attaccamenti materiali come da regressioni infantili. è un dato di fatto.

questo è quello che alcuni di noi chiamano: il male.

magari orchestrato da qualcuno e per qualche fine. magari instillato nelle menti dell’uomo scimmia in modo più o meno subliminale fin dalla tenera età (scuola, e via via tv, vita sociale adulta, ecc.). anche questo è un dato di fatto.

lo scoramento nasce dal fatto che non si intravede via d’uscita da questo vortice nero. e nessuno cerca di uscire da questo pantano. perchè, ancora prima, nessuno lo fa vedere come un problema, anzi viene considerato come l’unico meccanismo sociale possibile, e peggio, giusto.

e quindi, chi non accetta lo stato di cose e magari vorrebbe cambiarle, non vedendo la via d’uscita si chiede il perchè, il percome, di chi è la colpa. fino alla conclusione più assurda (per me) : è colpa di dio.

a parte che vorrei sapere chi è dio, visto che è un concetto cattolico volutamente fuorviante, credo che il problema non si ponga in questi termini. mi spiego.

alcuni sperano che verrà qualcuno a salvare i buoni. magari degli angeli. magari quelli buoni. a speranza di questo vengono citate profezie. e si spera che finisca come nei film, che magari anche solo all’ultimo secondo la giustizia trionfa. non ho elementi per dire se sarà così o no. semplicemente dico: che ci interessa?

vorrei farvi vedere le cose da una prospettiva più ampia. vorrei che guardassimo il contendere da un punto più alto e non solo nel suo dettaglio.

forse il compito di chi ha sensibilità e capisce e vede è quello di aiutare chi non ci riesce da solo. forse è semplicemente questo il senso delle cose. semplicemente far capire chi è in grado di capire. se si pensa che vincere sia svegliarli tutti, allora siamo già sconfitti. non è possibile perchè prima di tutto non è giusto.

troppo semplice. si semina e poi si raccoglie solo chi è pronto a ricevere e capire.

nulla di nuovo. già buddha diceva: la vita è constatare la sofferenza. ma non essere inghiottiti da essa. ebbene sì. la battaglia è in corso. è un dovere combattere senza fermarsi. ma pensare che bisogna sbaragliare il male  sennò è un fallimento è un concetto volutamente fuorviante che ci trasmettono i soliti per condizionarci. e per farci sentire nel vuoto. per farci smettere di combattere.

e poi perchè pensate che stia vincendo sauron?

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5 Responses

  1. Ciao amico (ma qual è il tuo pseudonimo?) . Grazie della dedica. Sai, lo scoramento è inevitabile a volte, ma ciò non significa che sia sinonimo di rinuncia, di resa. Sono anzi momenti da cui si esce con maggiore determinazione contro il Sauron, come lo definisci tu. In realtà, non è il male in sé ad essere un enigma, quanto la sua dose spesso incommensurabile, ma lasciamo questo discorso per ora… Come trovo il tuo testo sullo Hobbit?
    Ciao!

  2. Ciao.Sono daccordo con te e cioè bisogna far svegliare chi vuol capire.Forse è proprio così che si batte il male…..col tempo e non dandogli la “caccia”.
    Ciao e a proposito è proprio un bel sito intelligente

  3. caro zret, quello sull’hobbit è un semplicissmo e banale post. divevo (nel post) che il libro di tolkien magari è un insegnamento sotto forma di favola.oppure una verità antica della storia che hanno cancellato. digita “hobbit” su “cerca” e lo troverari.
    oppure leggi questo articolo:http://www.estovest.net/prospettive/tolkien.html

  4. “forse il compito di chi ha sensibilità e capisce e vede è quello di aiutare chi non ci riesce da solo. forse è semplicemente questo il senso delle cose. semplicemente far capire chi è in grado di capire”

    Diventare un bohisattva, insomma. La teoria è affascinante e non nuova, ma non permette di spiegare:

    1) in base a quale principio sia da stabilirsi cosa sia il bene e cosa sia il male:

    da un punto di vista agnostico (“non ho elementi per dire se sarà così o no. semplicemente dico: che ci interessa?”) e di causa-effetto, ognuno fa nel mondo ciò che le sue caratteristiche e il suo percorso lo portano a poter fare. Non è detto che la libertà esista e in questo caso anche l’intervento di un “bodhisattva” non sarebbe altro che un manipolare il comportamento altrui attraverso l’aggiunta di nuovi stimoli ai presupposti esperienziali del suo comportamento;

    2) in base a cosa ci si dovrebbe impegnare per il mondo, se poi alla fine si finisce sotto terra sia buoni che cattivi:

    “è un dovere combattere senza fermarsi”

    Perchè è un dovere? Si rischia di far tutto per sedare un personale disagio esistenziale o un altrettanto personale delirio di onnipotenza. Saluti ^^

  5. @ Anarcadia: è una questione di scelta!

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