l’astronauta ed mitchell e l’unità dell’universo

LORO cercano di venderci il fatto che il messaggero è più importante del messaggio. così notiamo come in tv sedicenti esperti della scienza abbiano solo lauree ad honorem ( come ad esempio piero angela), ma siccome lo status quo li definisce “esperti” possano sproloquiare sciocchezze a go-go senza essere contraddetti in alcun modo.

come ho già detto, mi sembra un modo fuorviante di vedere le cose, in quanto penso sia più importante cosa si dice di chi lo dice. ma così funziona quaggiù.

e allora stavolta voglio dare anch’io la parola ad un esperto su un tema importante: l’unità dell’universo. so che quanto dirò provocherà inorridimento negli infettati dal morbo cicappino ( ormai malattia incurabile). ma voglio vedere cosa obbietteranno.

ambientazione: le missioni apollo e gli astronauti che le hanno condotte.

dopo le missioni apollo la maggior parte degli astronauti ha fatto una brutta fine: alcolismo, depressione, morti premature, alcuni sono evangelizzatori, ma uno (Ed Mitchell) ha fondato una scuola filosofica a LA, la cui dottrina abiura il meccanicismo sterile tanto caro alla scienza moderna ed ai suoi adepti( piero angela, odifreddi, hack, sempre in tv), e abbraccia un panteismo olistico dell’universo. corrente filosofica non nuova e trasversale nella storia del mondo. gli insegnamenti vedici, la filosofia taoista, gli scritti di platone, e infine le correnti religiose gnoseologiche, fino ad arrivare a francesco d’assisi ed ai nativi americani abbracciano, magari con parole diverse questo concetto della vita.

ma mitchell non li ha imparati da loro. no, la sua convinzione nasce da una esperienza diretta che nostro malgrado noi non faremo mai.

ecco le sue parole:”Avevamo completato con successo la missione, e il mio compito, come responsabile del modulo lunare e delle attività sulla superficie lunare, era praticamente terminato. Sulla via del ritorno ero una specie di “ingegnere operativo”, in una astronave che funzionava molto bene, e avevo ben poco da fare oltre a tenere d’occhio i vari indicatori… e contemplare l’Universo. E l’impatto nel vedere la Terra dallo spazio, di vederla collocata nel Cosmo, di vedere le stelle e le galassie e i gruppi di galassie e pianeti, l’essere in grado di vederli dalla Terra come mai li avevamo visti, dieci volte più luminosi e dieci volte più numerosi, è stato per me qualcosa di assolutamente travolgente.
La prima cosa che mi venne in mente fu un’interconnessione, il fatto che non siamo in un Universo – come dice la nostra scienza – fatto di molecole che rimbalzano una contro l’altra come palline da ping-pong, ma che si tratta di un sistema molto più intelligente e organizzato, di un “sistema organico”, in cui le molecole del mio corpo e quelle della navicella spaziale erano dei prototipi realizzati in una remota epoca cosmica.
Questo mi ha colpito personalmente, è stato un grosso impatto a livello emotivo e non soltanto razionale.
Ed è interessante che questo momento sia stato accompagnato da una esperienza mistica, estatica, come quella di chi giunge finalmente in vetta a una montagna.
Allora ho capito che la nostra storia è incompleta, che la nostra scienza è incompleta, e forse anche ingannevole, e che anche le tradizioni cosmologiche [religioni] emerse dalle antiche culture erano incomplete, e forse anche ingannevoli, e che le domande su chi siamo e dove veniamo, in questa nuova epoca spaziale, andavano reimpostate daccapo”.

non male, come esperienza, e devo dire che lo invidio davvero tanto. come vedete eccone un’altro che, con parole sue, ribadisce lo stesso concetto. l’universo non è una macchina caotica e casuale ma un’energia pulsante che vive di amore, logica, perfezione, compassione. chiamatelo come volete.

ripeto: la loro prima direttiva è tenerci lontano dalla realtà. ecco perchè una testimonianza del genere non la vedrete mai in tv.

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One Response

  1. Effettivamente purtroppo ci sono persone che hanno bisogno di andare sulla Luna per accorgersi della loro relatività ma per fortuna ci sono tante altre persone che, pur restando fisse sulla terra, e guardando gli altri pianeti e le stelle dal cielo riescono a capire la nostra relatività e riflettono sulle domande che gli sorgono spontanee.

    Porsi delle domande per me è la prima cosa da fare, la seconda invece è cercare di arrivare alle risposte senza farsi troppo condizionare dalla Società moderna per la quale le risposte sono prettamente commerciali (così come le domande che vorrebbe farci porre). Piero Angela oramai è il prototipo commerciale di questa nostra ricerca di verità e, purtroppo, molto spesso tante persone gli credono bovinamente solo per il fatto di averlo sentito parlare; speriamo di poterlo presto svendere completamente alla politica così almeno farà meno danni (perchè già molti di meno credono ad un politico 🙂

    Complimenti e grazie per la bella riflessione!!!

    Saluti radiosi

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