i tentacoli di big pharma

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cosa è indispensabile per un cambiamento (cosa quanto mai necessaria in questo pianeta?) primo: conoscere gli inganni. secondo: agire per cambiare i soprusi ( e non chiudere gli occhi da ignavi).

big pharma non si preoccupa certo della vostra salute. anzi, a dirla tutta non gliene frega proprio nulla, l’unica cosa che fanno le multinazionali del farmaco è depredare, e aumentare i fatturati. e naturalmente non guarirvi ( almeno non del tutto) : un malato guarito non acquista farmaci. un malato cronico sì.

vi propongo in merito un articolo di l.gallo sulle misfatte di big pharma nel terzo mondo. già che ci siete visitatevi il suo blog molto ricco di informazioni: http://protonutrizione.blogosfere.it/

“Abbiamo più volte parlato dell’aspetto problematico e purtroppo spesso antietico legato al marketing farmaceutico in vari post dedicati all’argomento.

Leggiamo a proposito da l’Espresso un’interessante riflessione di Suketu Mehta sul rapporto che le multinazionali del farmaco hanno con i rimedi tradizionali di alcune culture e civiltà:

“Le case farmaceutiche occidentali fanno miliardi con alcune medicine prodotte inizialmente dai paesi in via di sviluppo. Ma i rimedi alle erbe, come la zucca amara o il Turmeric, conosciuti per la loro efficacia nella cura di tutto, non portano alcun guadagno a quei paesi i cui saggi per primi ne avevano individuato le virtù. Il governo indiano ha calcolato che ogni anno nel mondo vengono emessi circa 2 mila brevetti legati alla medicina tradizionale indiana.”

Stessa cosa è accaduta per l’antica scienza spirituale dello Yoga, un sapere considerato un tempo universale e i cui insegnamenti, includenti anche pratiche per il benessere psicofisico, saccheggiati a man bassa, oggi contano solo in America centinaia tra copyright e brevetti e migliaia di marchi.

Dovrebbero quindi, osserva Mheta, restituire il favore “rendendo disponibili quei farmaci salvavita a prezzi ridotti, o per lo meno permettere alle case farmaceutiche indiane di produrne i generici. Se la posizione del loto appartiene al genere umano, altrettanto dovrebbe valere per la formula del Gleevec, il farmaco per curare la leucemia per il quale una casa farmaceutica svizzera, che ne ha registrato il brevetto, sta facendo causa al governo indiano.”

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6 Responses

  1. Turmeric? Ma e’ la curcuma…! 😀
    La uso spesso, e’ buonissima.

  2. magari esistessero farmaci che curano tutto!

  3. @ upuat: il turmeric (ossia, come dici, la curcuma) favorisce la circolazione nei meridiani energetici, e studi occidentali hanno dimostrato come aumenta la perfusione dei vasi cerebrali e previene la demenza senile. ecco un bel regalo del buon dio
    @gius: prima di ingollare medicine bisognerebbe capire cosa è la malattia e quale la sua causa. l’assioma: sono malato, quindi mi serve la pillola è il sacro mantra inculcatoci da big pharma. posso dire una cosa da medico e non più da parvatim?NON C’E’ NIENTE DI PIU’ ASSURDO, SBAGLIATO, FALSO, DI QUESTO MANTRA.
    ciao

  4. Scusami ma non ho capito bene il problema. Se la zucca amara e la curcuma fanno tanto bene perchè dovrebbero commerciarle solo le case farmaceutiche? Cioè un indiano non può coltivarle tranquillamente? Se il principio attivo è lo stesso non vedo il problema. In farmacia trovi le compresse di vitamine oppure puoi andare dalla bottega di frutta e verdura.

  5. “Ma i rimedi alle erbe, come la zucca amara o il Turmeric, conosciuti per la loro efficacia nella cura di tutto” allora caro Parvatim parlando da colleghi, prescriveresti la curcuma a chi manifesta una xantomatosi iperlipidica? Ok ci sono prodotti naturali che fanno bene non dico di no, ma che possano curare tutto, dai!

  6. ohi, ohi, gius, ci adentriamo in una palude melmosa, piena di disinformazione e cover up mostruoso.

    il primo problema dei rimedi della natura (erboristici) è che non sono fatti di 1 principio attivo (come i prodotti chimico-farmaceutici) , ma di centinaia di molecole spesso non tutte ben identificate.il fitocomplesso.
    il fitocomplesso non è registrabile, il principio attivo singolo, sì. ecco quello che fanno le multinazionali. ad esempio nella liquerizia c’è un principio similcortisonico, che nell’insieme del fitocomplesso non dà gli effetti collaterali che il principio attivo dà da solo. madre natura la sa lunga. hai mai provato la liquerizia pura per l’acidità di stomaco?
    sul paragonare gli effetti terapeutici di un rimedio naturale e di un rimedio chimico bisogna attenersi agli studi. e di studi, in questo senso, non ce ne sono.perchè? dimmelo tu
    il viagra è un farmaco copiato da un rimedio etnico di uno stregone africano di una etnia isolata. lo sapevi?
    sapevi che la cannella migliora il diabete di tipo2? sapevi che il migliore antifungino (a parità di dosi) è l’olio essenziale di timo?

    è un discorso , lungo e melmoso. il problema principale è che alle multin non interessa dare il rimedio migliore, ma fatturare il più possibile.
    in quanto a cosa prescrivo io, mi attengo al sentire sociale. molti hanno bisogno della pillolina più per un problema di insicurezza che di reale necessità.
    questo è un grave problema, di consapevolezza e di inganni continui.
    il discorso è lungo…

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