percorsi…

non è certo obbligatorio per raggiungere consapevolezza (almeno un pò) diventare un asceta.

certo è obbligatorio isolarsi dal rumore di fondo dei controllori, diventare padrone dei propri pensieri, e iniziare a   pensare non solo ai propri bisogni, ma anche (e poi solo) a quellii del mondo in cui viviamo e della società di cui facciamo parte. e spogliarsi delle proprie inutili prigioni

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3 Responses

  1. Giusto! Res et mens.

  2. Spogliarsi delle proprie inutili prigioni? Ma se la maggior parte delle persone non sa di essere in prigione, anzi…la adora!!!! Come dice Silvano Agosti “…c’è chi addirittura coltiva fiori sul davanzale della propria cella…”

    walter

  3. Io sul davanzale ho delle piante grasse e non fanno fiori… anzi sì, ma preferisco non toccarli.
    Chissà qual è la funzione dell’umorismo.
    Servirà a qualcosa se c’è.
    I miei genitori mi hanno educato bene e spesso mi dicevano: non lasciare che il mondo e gli eventi che questo genera ti tolgano il sorriso. Non è facile per me che vivo nella gabbia d’oro occidentale e non oso immaginare quanto difficile sia per chi vive nella prigione di fango. E’ l’insegnamento al quale sono più attaccato, non cerco il divertimento, la risata, io voglio sorridere.
    E quando ci riesco, spontaneamente, è come se mi riempissi di pace.
    Se tra le sbarre di due celle riescono a filtrare due sguardi amici, la prigione non brucia ma le sbarre si piegano.

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