italiani: quadro desolante

spesso mi chiedo come sia possibile che nel XXI secolo ci sia ancora gente con deliri xenofobi, che considera alzare la voce un segno di virilità e che pensa che l’unica cosa che conti nella vita sia comportarsi prepotentetemente come per vivere il rapporto con gli altri in una continua sfida.

eppure la risposta è semplice: si chiama ignoranza. e chi fa le campagne elettorali lo sa bene. chi possiede le tv e decide i palinsesti televisivi lo sa bene. leggete questo reportage dal blog di piero ricca e rimarrete sconvolti. anch’io pensavo fossimo messi male. ma così male no.

…Qual è il livello dell’istruzione e della cultura degli italiani? Se ne parla poco o niente, eppure la risposta a questa domanda aiuta a capire tanti problemi.

“Cinque italiani su cento tra i 14 e i 65 anni non sanno distinguere una lettera da un’altra, una cifra dall’altra. Trentotto lo sanno fare, ma riescono solo a leggere con difficoltà una scritta e a decifrare qualche cifra. Trentatré superano questa condizione ma qui si fermano: un testo scritto che riguardi fatti collettivi, di rilievo anche nella vita quotidiana, è oltre la portata delle loro capacità di lettura e scrittura, un grafico con qualche percentuale è un’icona incomprensibile. Secondo specialisti internazionali, soltanto il 20 per cento della popolazione adulta italiana possiede gli strumenti minimi indispensabili di lettura, scrittura e calcolo necessari per orientarsi in una società contemporanea”. (nota mia-e quindi presumo solo questo 20% cerca le fonti delle notizie e cerca di interessarsi a capire le cose senza accettare passivamente la brodaglia dell’informazione di regime)

Sono parole di Tullio De Mauro, linguista e lessicografo; autore, tra l’altro, del Grande Dizionario dell’Uso della lingua italiana edito da UTET.

L’Italia, inoltre, è in coda all’Europa per lettura di libri e giornali, come pure per numero di laureati. Secondo l’Istat oltre il sessanta per cento degli italiani non legge nemmeno un libro all’anno. Soltanto nel venti per cento delle famiglie c’è l’abitudine alla lettura, mentre l’ottanta per cento degli italiani (dati della Banca Mondiale) si informa esclusivamente attraverso la televisione.

Numeri come questi inducono a domandarsi: ha ancora senso parlare di democrazia? Non sarebbe il caso, prima, di ritornare alle aste, all’abbecedario? Abbiamo molto insistito in questi anni sulla necessità di una bonifica morale, ma forse la priorità è un piano ventennale di pedagogia di massa.

Di questo tema abbiamo parlato proprio con il professor Tullio De Mauro. (L’intervista è in due parti)

I dati che cita De Mauro sono ricavati da due successive indagini internazionali i cui risultati sono stati pubblicati a cura della ricercatrice Vittoria Gallina: “La competenza alfabetica in Italia. Una ricerca sulla cultura della popolazione” (Franco Angeli 2000); Letteratismo e abilità per la vita. Indagine nazionale sulla popolazione italiana 16-65 anni (Armando editore 2006).

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One Response

  1. si chiama Ego… ed è un’illusione dalla quale possiamo liberarci solo diventando consapevoli…

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