india, era digitale e i guru digitali

che l’india fosse la culla della spiritualità dell’intero pianeta non ho mai avuto dubbi, ma l’articolo che sto per proporvi dà delle dritte veramente nuove su quanto l’era digitale sia una emanazione della spiritualità indiana. non ci credete, vero? ecco un bellissimo articolo di giorgio cerquetti, di cui vi consiglio di visitare il blog nonchè di assistere a qualche sua conferenza.

in effetti il web è ormai una rete di unione incredibile non solo di cazzari e invasati, ma un canale informativo alternativo e senza catene che è importantissimo per diffondere onde pensiero rivoluzionarie. io stesso ormai cerco solo nel web tutte le informazioni di cui ho bisogno, bypassando tv e giornali che sono controllatisimi dalle catene del potere. insomma una bella arma per la luce. non a caso è di questi ultimi giorni l’attacco a google qui in italia con il solito pretesto…

(scusate per il carattere piccolo, ma wordpress ha problemi con il formato di scrittura, l’articolo originale lo trovate qui)

GURU in sanscrito vuol dire colui che dal buio ti porta alla luce, da secoli i maestri spirituali dell’Himalaya ispirano le menti più aperte verso un’evoluzione collettiva dell’umanità.

Da anni uso il computer portatile, da anni sono su Internet e da poco su Facebook.

Voglio far conoscere la storia di anime di mente aperta che come me hanno camminato lungo le rive del Gange.

Steve Jobs, Page, Skol e ora Zuckerberg: molti di loro sono chiamati Guru del digitale, ma loro hanno incontrato un GURU?

La risposta è si!

Sono entrati in contatto con  Sri Nim
Karoli Baba Maharajji , un maestro spirituale dell’Himalaya, da lui sono passati i maggiori cervelli dell’era digitale. Tra i primi a visitare i suoi templi si ricorda
proprio Steve Jobs, il mitico fondatore della Apple, l’azienda che molti anni fa ha creato i primi Personal Computer. Durante la visita ad uno dei templi del Guru indiano avrebbe concepito l’idea del computer come “bicicletta della mente”. Sulla stessa strada lo aveva
preceduto Larry Brilliant, direttore del braccio filantropico di
Google. Col tempo, poi, Brilliant si sarebbe tirato dietro Larry Page,
cofondatore della Google e Jeff Skoll, inventore di eBay. L’ultimo, in
ordine di tempo, benedetto dalla buona energia di Neem Karoli Baba,
, è stato il giovanissimo Mark Zuckerberg, fondatore di Facebook.  Mark era alla ricerca di quella saggezza che  sfugge a coloro che vivono nel pieno dell’impero dei consumi

Nessuno ha però contribuito più di Baba Ram Dass a diffondere gli
insegnamenti del Guru indiano tra i ricercatori californiani e tra i luminari della Silicon Valley.
Ram Dass, precedentemente Richard Alpert, ex psicologo della Harvard University che
contribuì con Timothy Leary a creare la cultura alternativa degli Stati
Uniti durante gli anni sessanta e 70, divenne Ram Dass ed è considerato uno dei
maggiori filosofi contemporanei dello spirito e ha esercitato una
grande influenza sugli operatori del mondo digitale.

Fu proprio lui a convincere Brilliant a seguirlo nei suoi pellegrinaggi
indiani e alla fine a cercare rifugio, conforto e saggezza nell’Ashram
himalayano. Nel corso degli anni sarà poi Brilliant ad introdurre altre
persone come Stuart Brand, fondatore del Whole Earth Catalog e di The
Well – due dei primi esperienti di bacheca lettronica registrati
dall’avvento di Internet – agli insegnamenti del Guru indiano.

Ram Dass aveva avuto modo di conoscere Sri Nim Karoli Baba verso la
fine degli anni Sessanta durante uno dei suoi tanti pellegrinaggi in
India. Mentre Leary diffondeva il suo mantra di “Turn on, Tune in and
Drop Out” negli Stati Uniti, Ram Dass, che pure lo aveva aiutato a
diffondere la cultura dell’LSD e della psilocibina, aveva preso la via
dello yoga e della meditazione scoprendo gli insegnamenti di Karoli Baba.

Insegnamenti secondo i quali la più alta forma di devozione che si può
esprimere verso Dio è quella di essere gentili con il prossimo. Tornato
negli Stati Uniti all’inizio degli anni Settanta, Dass scriverà due
best seller: “Be Here Now” e “Miracle of Love”. Nel primo Dass si
esortano i lettori a cercare l’armonia spirituale e a stabilire
relazioni fraterne con i membri tutte le religioni, mentre nel secondo
spiega a fondo gli insegnamenti di Sri Nim Karoli Baba. Fu proprio
leggendo questi libri che Jobs, e con lui un’intera generazione di
teorici del futuro digitale, prese la via dell’India verso la fine dei
Settanta. Il giovane Jobs vi trascorrerà svariati mesi girovagando il
paese in lungo e in largo come un mendicante. In compagnia di David
Kottke – un vecchio amico di scuola che giocherà anche lui un ruolo nel
lancio della Apple – Jobs approderà all’Ashram di Sri Nim Karoli Baba.
Tornato dall’Asia, Jobs fonderà la Apple con Woyznak e Kottke dando
vita così all’inizio dell’era digitale moderna.

Brilliant invece in India alla fine ci passerà dieci anni, riuscendo
non solo a trovare la pace interiore alla quale anelava ma anche – su
istruzione del GURU – a giocare un ruolo di rilievo nella campagna
lanciata dell’Organizzazione Mondiale della Sanità diretta ad eradicare
il vaiolo dall’India.

Oggi Brilliant è probabilmente il maggiore promotore degli
insegnamenti di Karoli Baba. E li introduce non solo a imprenditori
ventura con John Doerr, il curatore di TED, la principale conferenza di
futurologia del mondo, ma anche a legioni di giovani apprendisti
technocrati. Questi ultimi li invita a recarsi all’Ashram – come ha
fatto di recente durante l’incontro Future in Review – per scoprire un
percorso più umano verso la realizzazione professionale.

Gli insegnamenti di Baba, inoltre, informano anche l’opera di DotOrg,
il contenitore non profit di Google al quale la ditta di Mountain View
recentemente ha devoluto quasi un miliardo e mezzo di dollari da
investire in opere caritatevoli. Una di queste è quella in via di
sviluppo lungo le rive del fiume Mekong che mira a capire come si può
scoprire in tempo reale lo scoppio di nuove malattie infettive e
prevenire che si diffondano al resto dell’umanità.

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